Tiramisù con ricotta e Oro Saiwa

Questa ricTiramisù ricotta e Oro Saiwaetta è una rivisitazione abbastanza light del classico Tiramisù italiano. La ricotta al posto del Mascarpone rende il dolce più leggero e digeribile, mentre i biscotti Oro Saiwa al posto dei Savoiardi è una questione di gusto e compattezza del dolce.

Questo Tiramisù è indicata anche per chi è intollerante al lattosio o alle proteine del latte, poiché si può benissimo utilizzare la ricotta di pecora che è senza lattosio, come ho fatto io. Non preoccupatevi per il sapore inizialmente forte della ricotta! Quando il dolce è finito e viene fatto riposare in frigorifero per qualche ora il retrogusto di pecora se ne sarà andato e il Tiramisù sarà buonissimo! Se poi siete intolleranti a glutine, basta sostituire i biscotti Oro Saiwa con una versione simile di biscotti secchi senza Glutine.

Ingredienti per 6 persone:

  • 300 gr. di ricotta (mucca o pecora)
  • 300 gr. di Oro Saiwa
  • 3 uova
  • 65 gr. di zucchero semolato
  • 20 gr. di zucchero a velo
  • cioccolato fondente in pezzetti o gocce di cioccolato
  • cacao q.b.
  • caffè q.b.

Procedimento:

Lavorare la ricotta con lo zucchero fino a ottenere una crema spumosa e senza grumi. Aggiungere quindi i tuorli d’uovo e lavorare con lo sbattitore elettrico.

Montare a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale e, quando sono quasi pronti, lo zucchero a velo.

Una volta pronti, incorporare gli albumi alla crema di ricotta e aggiungere il cioccolato fondente (a pezzetti o in gocce) secondo il proprio gradimento.

Preparare dunque il caffè (da zuccherare o non secondo i propri gusti) e metterlo in un piatto fondo e passare gli Oro Saiwa in modo che si inzuppino bene. Quindi creare due strati di biscotti sulla base della pirofila e ricoprire con della crema. Ripetere l’operazione andando a creare un altro doppio strato di biscotti e uno di crema, fino ad esaurimento degli ingredienti. Spolverare infine con il cacao amaro e far riposare in frigorifero per almeno 3-4 ore, ancora meglio se il dolce viene gustato il giorno successivo.

Buon appetito!

 

 

 

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Budapest, la città delle luci

Il nostro viaggio a Budapest è stato quasi un ripiego per un weekend nel Nord Europa che non potevamo permetterci, ed è stato il miglior ripiego di sempre. Budapest è una città fantastica, magica e ricca di vita.

La Capitale dell’Ungheria ci ha accolto nel weekend tra aprile e maggio; quattro giorni di vero divertimento. La città offre davvero di tutto: bagni termali tra i più famosi d’Europa, un parco cittadino situato su un’isola, una ricca architettura austriaca, chiese e basiliche, Sinagoge, edifici dell’era comunista, musei e molto altro.

La nostra visita è cominciata nel quartiere di Buda, dove sorge il Castello, la chiesa di San Mattia e il Bastione dei Pescatori, da cui si può ammirare tutta la città. L’architettura gotica di questi edifici ti immerge in un ambiente quasi fiabesco, molto suggestivo, soprattutto al tramonto. Sempre sulla collina di Buda ci sono diversi ristoranti in cui cenare e sono così rinomati che per trovar posto è necessario prenotare. Noi abbiamo scelto il Pest-Buda Bistro, dove il gentile cameriere ci ha trovato un tavolino per due e ci ha servito uno squisito Gulyás (o Gulasch)  ungherese e il pollo alla paprika con gli gnocchetti tipici della regione.

 

Il secondo giorno lo abbiamo invece dedicato ad un tour gratuito in giro per la città di Pest, dall’altra parte del Danubio, offerto dal gruppo Free Budapest Walking Tour. Tre ore per visitare i punti più importanti della città, accompagnati da una simpatica guida in inglese. Grazie a lei abbiamo visitato, partendo da Vörösmarty Tér, il lungofiume del Danubio che va dal Parlamento fino al ponte di Elisabetta, il Ponte delle Catene, Erzsébet Tér, il centro storico e la Basilica di Santo Stefano.

Dopo la camminata abbiamo fatto tappa al Parlamento Ungherese. Si possono comprare i biglietti online sul sito ufficiale, prenotando anche l’orario della visita guidata in italiano. Visitando i corridoi e le sale del Parlamento si ascolta la storia politica e sociale della città e dell’Ungheria.

Il pomeriggio prosegue e decidiamo di fare una giro in battello lungo il Danubio. Ci sono diverse crociere organizzate dalle agenzie, noi abbiamo scelto la gita offerta da Legenda che includeva, nel prezzo del biglietto, due drink e la possibilità di sostare per un’ora circa sull’Isola Margherita, dove abbiamo fatto un bel giro in risciò nel parco.

Verso sera Budapest si anima di giovani e adulti  che si ritrovano a mangiare o bere una birra in uno dei molti locali della città e negli street food festival organizzati qua e là per la città. Tra i molti bar ce n’è uno  diventato famoso per il suo aspetto particolare di ruinspub, il Szimpla Kert.

Il primo Maggio è festa del Lavoro anche in Ungheria e così abbiamo deciso di festeggiare anche noi. Dopo un breve giro nel centro città, dove si stava svolgendo una dimostrazione con auto da corsa, ci siamo rilassati in uno dei molti bagni termali che Budapest offre. Situati all’interno del parco cittadino  Vársoliget, i bagni di Széchenyi sono in complesso di vasche termali più grande della città. Dopo tre ore nell’acqua calda, ci siamo goduti il festival del primo maggio che si teneva lì nel parco, provando il Langos, la buonissima focaccia ungherese.

L’ultimo giorno l’abbiamo dedicato al quartiere ebraico e alla visita della Sinagoga. Il tour gratuito ci ha accompagnato nelle vie e lungo i secoli della vita della comunità ebraica di Budapest fino alla sua triste sorte durante la seconda guerra Mondiale. La Sinagoga (Nagy zsinagóga), tra le più grandi d’Europa, presenta un’architettura e una storia unica. Al suo fianco sorge il cimitero ebraico e il Memoriale delle vittime dell’Olocausto. Infine, per concludere il nostro viaggio in questa magica città ci siano concessi un dolce tipico della tradizione ebraica, il Flodni, preparato dalla pasticciera ungherese Rachel Raj.