Recensione: Attraverso i tuoi occhi, Francesco Moroldo racconta se stesso

di FRANCESCA DELLA MONICA, casa editrice Sedizioni

copertinaFai passare i miei racconti attraverso di te, fidati di ciò che il tuo cuore comprende. E scriverai il libro che desidero.” Gianfranco Moroldo, icona del fotogiornalismo italiano, mi disse queste parole quando ci incontrammo. Questa è la storia di un uomo alto e magro, con occhi vispi su un grande sorriso, larghe spalle, piedi sottili e lunghi. Un passionale, un duro apparente, un semplice, un furbo leale. Una di quelle persone che noti per l’elegante portamento, per la regale postura. Un’andatura anomala per un fotografo soldato abituato a muoversi nella terra, a mangiare in una gavetta impolverata e a scavalcare morti. È la storia di un dialogo ininterrotto.”

Attraverso i tuoi occhi: Gianfranco Moroldo racconta se stesso  è un libro (auto)biografico che mi ha coinvolto molto. La narrazione in prima persona a due voci, quella della giovane scrittrice Francesca Della Monica e quella del protagonista Gianfranco Moroldo, accompagna il lettore in un viaggio emozionante che attraverso i ricordi dell’uomo racconta la vita e la professione del  fotoreporter. Una delle cose che maggiormente mi ha colpito è la passione che traspare dalle parole di Moroldo per questo lavoro e stile di vita “Non è stato un lavoro, il mio. È stato un innamoramento che mi ha stravolto la vita e ha modificato, adattato, eliminato tutto ciò che in qualche modo non si confaceva a lui”.  Della Monica e Moroldo mettono in luce gli aspetti positivi e negativi di questa carriera, le ragioni che lo rendono uno dei lavori più belli e appaganti al mondo, e anche quelle che lo rendono uno dei più pericolosi e difficili da sostenere.

Ma la professione di fotoreporter  e giornalista è solo uno dei tanti aspetti e temi trattati in questo libro. Di fatto e prima di tutto vi è la profonda testimonianza di un uomo che ha viaggiato e ha conosciuto il mondo e i suoi abitanti; un uomo che ha stretto legami non solo con i grandi giornalisti e amici del tempo – come Oriana Fallaci e Alberto Ongaro, ma anche con i cittadini dei paesi che ha visitato, fino a diventare, curiosamente,  anche un principe del Cameron.  Attraverso i ricordi sparpagliati di una vita trascorsa a fare servizi giornalistici in giro per il mondo, dalla guerra in Vietnam ai gorilla di montagna in Congo, Moroldo racconta dal suo punto di vista e attraverso le sue esperienze un secolo di guerre e tensioni.  Le foreste vietnamite e l’Africa Nera prendono vita dalle sue parole, rivelando le contraddizioni, il fascino e la desolazione di queste regioni lontane.  La testimonianza di un uomo che giorno per giorno ha affrontando rischi e pericoli con coraggio e curiosità e, come dice lui stesso, una buona dose di fortuna, è accompagnata da un forse un po’ cinico giudizio sull’umanità. “L’uomo è l’animale peggiore che si possa annoverare sulla terra”. E’ violento, egoista. Eppure, la riflessione non esclude del tutto la speranza e una nuova fiducia che forse si può conquistare nell’essere umano.

Attraverso i suoi occhi tratta anche del passaggio generazionale e della volontà di una giovane donna di testimoniare la fine di un epoca  attraverso  i ricordi di un uomo che ha vissuto appieno. “Voglio che questo libro lo leggano i giovani, ragazza. Dei vecchi come me non mi interessa. […] La mia vita è sostanzialmente finita, piccola. Lo dico con grande serenità. Non posso desiderare altro che rendere questo nostro libro l’ultima mia testimonianza. L’ultimo mio avvincente servizio per raccontare ai giovani  che cos’è la vita”. Moroldo ha reso questo libro l’ultima sua missione, un impegno personale per educare e mostrare a noi giovani d’oggi questo stile di vita e l’amore per una professione che sembrano ormai essere sempre più rari.

Interessante ed emozionante fino all’ultima pagina, credo che questo libro avvicini sorprendentemente il lettore al protagonista e alle sue esperienze e idee, percependo con lui la vita che scorre ininterrottamente nel mondo e allo stesso tempo riflettendo sulle contraddizioni che essa si porta inesorabilmente dietro.

  • Giorgia
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